Automata I dei Between the buried and me è un concept album attraversato da due tensioni: l'una esercita un'attrazione che chiamo lineare (di linea). È quella narrativa, il racconto, una storia che ha un inizio e una fine, di essa che si dispiega in una direzione; l'altra è la spinta circolare data dal ritornello. Il formato canzone in sè è votato alla circolarità ma, come vedremo, questi è eroso in Automata I (addirittura, si può fare quasi sempre a meno del concetto di strofa).
A un primo sguardo, le figure geometriche del segmento (tensione narrativa) e del cerchio (tensione circolare) appaiono come incompatibili. Eppure se tagliassimo il cerchio e lo distendessimo su di una superficie piana sarebbe anch'esso un segmento. La messa in grafica del viaggio dell'eroe (hero's journey) di Campbell non inganna: esso si manifesta nella forma del racconto, una linearità impressa fin dalla numerazione in pagine. La circolarità esprime il ritorno allo stato di partenza, ma non la sua fissità per tutta la durata narrativa, altrimenti di viaggio non si parlerebbe nemmeno. Tra la rottura dell'equilibrio narrativo e il ristabilimento dello stesso ci passa un torrente di accadimenti.
Occorre che l'eroe parta perché sia di ritorno. Tecniche romanzesche secolari, se svecchiate, sono ancora in grado di farci dubitare che il luogo in cui è comparso il protagonista sarà lo stesso anche all'ultima pagina del romanzo. Questo per dire: ciò che minaccia l'uso esausto della circolarità, la noia della ripetizione, e, soprattutto, l'impantano narrativo, è mitigato fortemente dal fatto che la sua struttura si realizza a conclusione della spinta narrativa, nelle ultime pagine del romanzo. Il tempo romanzesco non fa coincidere il grado 0° e il 360° del cerchio, nasconde la circolarità nel momento stesso in cui la evidenzia. Diverso discorso per i concept album, in quanto il rischio di scivolare dalla formula di circolarità a quella della ripetizione è in ogni singola canzone (il ritorno musicale, appunto).
In aiuto dello svolgimento e comprensione dell'analisi, è utile un'esposizione della situazione narrativa di Automata I. Come dichiarato in più interviste da Tommy Rogers, frontman della band, "Cosa succederebbe se i sogni delle persone potessero essere trasmessi con lo scopo di intrattenere? Vorresti fruire (consume) i pensieri più nascosti di un'altra persona sullo schermo? Questo cosa ci dice in merito a un pubblico affamato di attenzione (attention-starved)? Più importante, cosa ne è del sognatore? " e ancora "Il protagonista della storia... i suoi sogni vengono trasmessi nel mondo intero come forma di intrattenimento e per questo viene sfruttato da una compagnia chimata Voice of Trespass. [...] [il concept] tratta molto di cosa significhino la corruzione, la depressione, il punto di vista del pubblico sull'intera faccenda." Il racconto osserva la prima persona per la maggior parte dell'ascolto, cedendo la parola a terzi come la compagnia Voice of Trespass, la quale compare nella prima e ultima traccia dell'album, significativamente nell'atto di dare ordini (al protagonista e ai suoi sottoposti); il percorso di consapevolezza del protagonista nei confronti della propria condizione di prigioniero-intrattenitore emerge anche nella scoperta di voci diverse dalla propria (la massiccia presenza della seconda persona plurale in Yellow Eyes). Agli spettatori diegetici infatti è dedicato l'intero quarto brano Millions, e in Blot, sesta e ultima canzone, c'è un momento che sintetizza tutti i risultati di questa scoperta:
Occorre che l'eroe parta perché sia di ritorno. Tecniche romanzesche secolari, se svecchiate, sono ancora in grado di farci dubitare che il luogo in cui è comparso il protagonista sarà lo stesso anche all'ultima pagina del romanzo. Questo per dire: ciò che minaccia l'uso esausto della circolarità, la noia della ripetizione, e, soprattutto, l'impantano narrativo, è mitigato fortemente dal fatto che la sua struttura si realizza a conclusione della spinta narrativa, nelle ultime pagine del romanzo. Il tempo romanzesco non fa coincidere il grado 0° e il 360° del cerchio, nasconde la circolarità nel momento stesso in cui la evidenzia. Diverso discorso per i concept album, in quanto il rischio di scivolare dalla formula di circolarità a quella della ripetizione è in ogni singola canzone (il ritorno musicale, appunto).
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| Il viaggio dell'eroe |
In aiuto dello svolgimento e comprensione dell'analisi, è utile un'esposizione della situazione narrativa di Automata I. Come dichiarato in più interviste da Tommy Rogers, frontman della band, "Cosa succederebbe se i sogni delle persone potessero essere trasmessi con lo scopo di intrattenere? Vorresti fruire (consume) i pensieri più nascosti di un'altra persona sullo schermo? Questo cosa ci dice in merito a un pubblico affamato di attenzione (attention-starved)? Più importante, cosa ne è del sognatore? " e ancora "Il protagonista della storia... i suoi sogni vengono trasmessi nel mondo intero come forma di intrattenimento e per questo viene sfruttato da una compagnia chimata Voice of Trespass. [...] [il concept] tratta molto di cosa significhino la corruzione, la depressione, il punto di vista del pubblico sull'intera faccenda." Il racconto osserva la prima persona per la maggior parte dell'ascolto, cedendo la parola a terzi come la compagnia Voice of Trespass, la quale compare nella prima e ultima traccia dell'album, significativamente nell'atto di dare ordini (al protagonista e ai suoi sottoposti); il percorso di consapevolezza del protagonista nei confronti della propria condizione di prigioniero-intrattenitore emerge anche nella scoperta di voci diverse dalla propria (la massiccia presenza della seconda persona plurale in Yellow Eyes). Agli spettatori diegetici infatti è dedicato l'intero quarto brano Millions, e in Blot, sesta e ultima canzone, c'è un momento che sintetizza tutti i risultati di questa scoperta:
i won't remember me
i won't remember us
i won't remember he
i won't remember them
Una volta che la macchina avrà coscienza di sé per prima cosa smetterà di fare ciò per cui era stata programmata. Il titolo dell'album è automata, plurale del greco automaton, che significa automa, macchina, robot. Il percorso narrativo dell'album volge in direzione dell'autoconsapevolezza di sé e del mondo frustrata infine nelle sue fondamenta, i won't remember me, il ritorno alla condizione di partenza. Se una macchina non funziona più a dovere la smantelliamo o la riportiamo alle condizoni di fabbrica, no?
Come si vede il cerchio e la linea non si distinguono più, uno lo specchio dell'altro, ma è una comprensione che ci giunge solo alla fine del viaggio narrativo. Certo, aspettiamo ancora Automata II in uscita il 13 luglio per mettere il punto, ma Blot segna la chiusura di un arco narrativo. D'altronde, la figura geometrica dell'arco si ricava dalla circoferenza di un cerchio, e comprende anche il segmento che delimita gli estremi dell'arco... la metafora assume sempre più forza evocativa.
In questa seconda parte, fornisco due esempi di tecniche di resistenza alla circolarità cattiva: anzitutto, la riduzione a detrito della struttura canzone. I concept narrativi sono più numerosi nel progressive anche perché in esso il ritornello ha funzione segnaletica più che ricorsiva. Un tema musicale suona come ripresa, per questo è identificato come tale, ma non presuppone la sua ripetizione nello stesso brano. es. Smash/Ignite/Destroy the creeping eyes/; /Hang/ the rope/ Destroy this weakened frame (in House organ, non è ripetuto).
Un diverso fattore destrutturante è lo spostamento di un motivo di traccia in traccia (potremmo chiamarla anche citazione interna), ed è ciò che accade tra il pezzo di apertura dell'album Condemned to the gallows e il successivo House organ (Crimson moonbeam lights my journey/Crippled with time.../Desperate strides into nothing & The crimson moon shines down/Hold your tongue, let me speak/There's more to this than it may seem, la citazione interna avviene non solo sul piano tematico-fonico ma anche su quello musicale). Citazione interna, o anche ripetizione con variazione, essa introduce un cambiamento in un stato narrativo, producendo un movimento o una direzionalità. Sfrutta la circolarità stessa per uscirne, è una produzione di aspettative che vengono subito disattese. Change my focus, lift my spirit... boy/Change my focus, you are my spirit... boy (House organ) e Change my focus, drown my spirits (Yellow eyes).
Di seguito, un esempio di analisi: noto la presenza di un io e di un tu, poi una richiesta, dove volgere l'attenzione (focus)? Si è di fronte a un soggetto passivo, non in grado di controllare il proprio apparato sensoriale, forse descritto nel primo contatto o consapevolezza con l'Altro da sé (l'io diviso freudiano) (you are my spirit), il che giustificherebbe la forma plurale (spirits) in Yellow Eyes. Importante è il verbo drown (affogare, qui sorta di imperativo), che qui ha la funzione di movimento.
Una notte, da un miscuglio di sogno e realtà disorientante il protagonista è riuscito a discernere una importante verità: Where they live.../where the quiet lay their drowning heads at night. C'è un mondo al di là della sua prigione metale e fisica, popolato da persone che, come dice il testo stesso, "con tranquillità, appoggiano le loro teste affogate di notte," il che può significare sia (i) sonno come riposo, negata al protagonista ma non a Loro (they); sia (ii) lo stato degli spettatori che si godono il divertimento immersi, che è un sinonimo meno crudele di affogati, e "tranquilli" (quiet), perché l'esperienza del sogno è mediata dal sognatore stesso (c'è una distanza). Quale dei due importa poco, quello che mi preme sottolineare adesso è come la scoperta di una realtà nuova e popolata di individualità provochi nel protagonista il desiderio di farla sua (drown my spirits, anch'io voglio affogare). Come si vede da questa breve analisi, drown my spirits ha il ruolo di traino per il momento narrativo successivo.
L'esercizio di analisi finisce qui. Termino l'articolo con un suggestione: traccio una linea molle, più o meno arbitraria, a metà album. Dopo Yellow eyes, le canzoni torneranno ad avere il ritornello, vero fulcro epico-emotivo dell'esperienza musicale del metal (e della musica pop in generale). Automata I è un'unica grande canzone in crescendo climatico. Tornando al linguaggio figurale, dobbiamo immaginare il percorso del climax sia come una sorta di scalinata verso l'alto sia come un sentiero circolare e concentrico. Il cerchio si taglia e diviene segmento... sono due forme della stessa cosa, sono i due punti focali che attraggono e plasmano, differentemente, l'andamento narrativo del concept album. Come andrà a finire, chi vincerà? In Blot, apice finale di questo percorso, noto un'ossessione per la circolarità a livello formale (recupero del formato strofico e del ritornello in senso di ripetizione) e a livello contenutistico:
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| Electric sheep |
Di seguito, un esempio di analisi: noto la presenza di un io e di un tu, poi una richiesta, dove volgere l'attenzione (focus)? Si è di fronte a un soggetto passivo, non in grado di controllare il proprio apparato sensoriale, forse descritto nel primo contatto o consapevolezza con l'Altro da sé (l'io diviso freudiano) (you are my spirit), il che giustificherebbe la forma plurale (spirits) in Yellow Eyes. Importante è il verbo drown (affogare, qui sorta di imperativo), che qui ha la funzione di movimento.
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| Automaton |
L'esercizio di analisi finisce qui. Termino l'articolo con un suggestione: traccio una linea molle, più o meno arbitraria, a metà album. Dopo Yellow eyes, le canzoni torneranno ad avere il ritornello, vero fulcro epico-emotivo dell'esperienza musicale del metal (e della musica pop in generale). Automata I è un'unica grande canzone in crescendo climatico. Tornando al linguaggio figurale, dobbiamo immaginare il percorso del climax sia come una sorta di scalinata verso l'alto sia come un sentiero circolare e concentrico. Il cerchio si taglia e diviene segmento... sono due forme della stessa cosa, sono i due punti focali che attraggono e plasmano, differentemente, l'andamento narrativo del concept album. Come andrà a finire, chi vincerà? In Blot, apice finale di questo percorso, noto un'ossessione per la circolarità a livello formale (recupero del formato strofico e del ritornello in senso di ripetizione) e a livello contenutistico:
[strofa]
The blot in my eyes...
Circular
The blot in my eyes...
Circulate
[ritornello]
Exploring the escape
Endless lives whispering by... so fast
Circulate
The blot in my eyes...
Circular
The blot in my eyes...
Circulate
[ritornello]
Exploring the escape
Endless lives whispering by... so fast
Circulate




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